Carburanti in rialzo: benzina oltre i 2 euro e gasolio a 2,25 euro al litro

Pubblicato il: 11 ottobre 2026

Carburanti in rialzo: benzina oltre i 2 euro e gasolio a 2,25 euro al litro

Monitoraggio Mimit: la situazione dei prezzi a ottobre 2026

Il panorama dei carburanti in Italia torna a farsi rovente. In base agli ultimi dati ufficiali comunicati dall'Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e aggiornati a domenica 11 ottobre 2026, i costi alla pompa continuano a pesare in modo significativo sui bilanci di automobilisti e autotrasportatori. Sulla rete stradale nazionale, la modalità self-service segna una media di 2,036 euro al litro per la benzina, mentre il gasolio si attesta su quota 2,253 euro al litro.

La situazione non migliora se si guarda alla rete autostradale, tradizionalmente più costosa. Sulle autostrade italiane, i valori medi in modalità self raggiungono i 2,046 euro/l per la benzina e toccano i 2,271 euro/l per il gasolio. Una stangata che arriva in un momento economico già complesso, spingendo molti utenti a monitorare con attenzione i distributori più convenienti prima di mettersi in viaggio.

L'impatto della fine dello sconto sulle accise del gasolio

A determinare questo brusco rialzo, in particolare per quanto riguarda il diesel, contribuisce in modo determinante il contesto normativo e fiscale. L'aumento dei prezzi è infatti fortemente influenzato dalla scadenza dello sconto sulle accise del gasolio, avvenuta proprio all'inizio del mese. Questa misura di alleggerimento fiscale non è stata prorogata e, contestualmente, l'esecutivo ha scelto di non attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili.

La mancata attivazione delle accise mobili ha fatto sì che l'aliquota del diesel sia tornata a pieno regime, fissandosi a 67,29 centesimi al litro. Questo ritorno al regime fiscale ordinario ha innescato un'immediata reazione a catena sui listini praticati dai distributori, vanificando i parziali ribassi registrati nei mesi precedenti e creando forti tensioni nel settore dei trasporti e della logistica.

Il ruolo dei price cap delle compagnie petrolifere

In questo scenario di forte volatilità, a mitigare parzialmente i rincari per i consumatori intervengono le contromisure messe in campo dagli operatori di mercato. Le principali compagnie petrolifere attive sul territorio nazionale — tra cui Eni, IP, Q8 e Tamoil — hanno infatti adottato dei tetti massimi di prezzo (noto come price cap) per l'intero mese di ottobre.

Tale misura di contenimento sta svolgendo una funzione calmirante, impedendo ai listini di subire un'impennata ancora più violenta in seguito alla fine del regime di favore sulle accise. Tuttavia, gli esperti di economia ed energia sottolineano che si tratta di una misura tampone. La pressione sui costi energetici resta elevata e l'andamento futuro dipenderà fortemente dalle dinamiche geopolitiche internazionali e dalle prossime mosse del Governo in materia di fiscalità energetica.

Fonti e approfondimenti